How the Dutch got their cycle paths – mini documentario sulla storia delle ciclabili in Olanda

mini documentario di 6 minuti su come l’olanda è passata da un traffico automobilistico a soluzioni alternative
titolo: “How the Dutch got their cycle paths”


su youtube ci sono i sottotitoli in inglese (c’è anche l’improbabile traduttore automatico),

su repubblica con sottotitoli in italiano corretto:
http://video.repubblica.it/mondo/olanda-cosi-sono-nate-le-ciclabili/89068?video=&ref=HREC2-4

thanks to ale

Gita in bici sul naviglio grande

Bel sabato di bici con capitan Philippa, Cary, Sandro

Partenza dalla canottieri, formazione:

Sandro con zaino e mountain bike di taglia un po’ piccola, che gli costrerà un po’ di fatica extra, ma tanto è giovine e forte
Cary: con bici da passeggio d’epoca nera, per mantenere lo stile intatto, con borsa di pelle (gli ecologisti stiano tranquilli: pelle ecologica)
Philippa: mtb portato direttamente da Cambridge, e miniborsettina sottosella
Cits: attrezzatura da cicloturista, ma solo una borsa laterale

Prima tappa: Abbiategrasso, raggiunta in scioltezza
decidiamo quindi di andare verso nord ed esplorare il tratto del naviglio grande che non abbiamo mai visto.

Lo spettacolo ci ripaga: sponde ricche di vegetazione, stupende ville molte delle quali rimesse in sesto ed usate per ricevimenti, castelli


Il canale non ci sembra molto adatto alla navigazione in barca da canottaggio, non di sicuro verso monte, per via della corrente e di alcuni salti che causano turbolenze preoccupanti

Pausa caffè davanti al castello di Robecco, poi una imbeccata di un simpatico signore ci indirizza verso la trattoria Italia, a Bernate Ticino, dove per 10 euro mangiamo primo, secondo vino e caffè compresi!

Dopo il relax, torniamo verso Abbiategrasso, con pausa alla cascina – azienda agricola Rivolta, a S. Maria in campo, Albairate, dove gustiamo un ottimo gelato e compriamo dei formaggi locali

Il caldo e l’afa si fanno sentire, e mentre pedaliamo verso l’abbazia di Morimondo, incontriamo un papà con due bambini che fanno il bagno nel naviglio di Bereguardo, e l’idea ispira un tuffo dal ponte anche a noi!
Da anni volevo togliermo lo sfizio di un bagno nel naviglio, l’acqua era davvero pulita e ci ha rinfrescato a puntino. Mi sono sentito come da ragazzo quando andavo a fare i tuffi alle cascate di Domaso, la stessa sensazione liberatoria, dal caldo e dalla fretta.

A Morimondo, incontriamo ancora Alessandro con i bambini, e con lui ci fermiamo a bere una birra artigianale al chiosco di Thomas, appena fuori dalle mura.

Poi corriamo a casa, prima che l’acquazzone ci colga!

Davvero una giornata di altri tempi, mi sono sentito immerso in una bella gita di metà 1900

foto: http://www.gambaraalcoolica.it/gallery3/index.php/gita-in-bici-sul-naviglio-grande

link a foto e percorso:
http://www.sports-tracker.com/#/workout/cits74/cj6kgaatah236hbd

Ciclo Pelaz

Questa è la mia Jazzy Bike! 🙂
Rigorosamente Black e “Classic”, cambio e guarniture della Campagnolo, ruote della Keba, parafanghi in carbonio, sella in cuoio della Brooks, fanalone cromato “old Style” da milanese vero e trombetta alla Wynton Marsalis, Down-Town-SUV-Certified! Altro che City Bike della Dechatlon…

Cliccare sull’immagine per vederla a dimensione intera.

Comunque… gita fuori porta oggi, ho spedalato per andare a trovare il mio amico Riccardino che mi ha dato un po’ di carte nuove. Corsico – Arese, andata 50 minuti larghi con pedalata da caffelatte e sbadiglio, ritorno 45′ post pranzo un po’ più svegli. Adesso io mi chiedo: se quando vado in auto, con tangenziali e provincialone, ci metto 35′ e in bici 45′, ci sarà qualche “problemino” alla mobilità urbana di Milano o sbaglio?

Cliccare sull’immagine per vederla a dimensione intera.

gita di pasqua, in bici in svizzera, verso lucerna, basilea, reno

non mi spiego come mai i percorsi lungo i fiumi siano sempre in salita…

le previsioni del tempo hanno influenzato le scelte per il weekend lungo, e siccome in Svizzera davano tempo migliore che in Italia, dopo opera di convincimento verso il compagno di avventure Riccardo, sono partito con lui alla volta di Lucerna.

percorso completo http://maps.google.com/maps/ms?msa=0&msid=210426799281175871546.0004afe85ca62044861d8

sabato 23/5/2011

percorso: http://goo.gl/maps/dxMT

Arriviamo al S.Gottardo, fila pazzesca all’imbocco del tunnel, decidiamo che visto il bel tempo è l’ideale partire da qui. Pacheggiamo l’auto subito dopo il tunnel, a Erstfeld che è la prima fermata del treno attiva (in svizzera c’è la ferrovia quasi ovunque, ma in molti posti il treno non effettua più servizio).

Da lì montiamo le bici e le borse, e partiamo per la prima tappa verso Lucerna.

Prima del lago passiamo da Altdorf, la cittadina dove Guglielmo Tell ha dato inizio all’indipendenza della Svizzera scoccando la sua freccia.

Arriviamo poi al lago, anche detto lago dei quattro cantoni. Il lago è meraviglioso, costeggiamo il lato est che nel suo primo tratto, fino a Brunne, ricorda molto il nord del lago di Garda, anche per le gallerie (senza rischiare di morire come sulla gardesana e le sue gallerie!).

Siccome l’unico albergo aperto nel paese sperduto sul lago era di lusso, 185 CHF a notte, optiamo per il comodo campeggio di Merlischachen, proprio sul lago,  gestito da uno dei pochi svizzeri simpatici (il conteggio finale dice: 3 svizzeri simpatici + 1 un po’ troppo  invadente alla stazione  🙂  )

Lucerna: stupenda città, secondo me la più bella della Svizzera, da punto di vista estetico: molti monumenti antichi, spicca il famoso ponte e anche i palazzi moderni non stonano, come ad esempio il nuovo monumentale palazzo (delle esposizioni?) sul porto. Strane abitudini sociali, si beve lungo il lago, con liquori e birre portate da casa, ma sabato alle 11 a letto!

domenica 24/5/2011, Pasqua

percorso: http://goo.gl/maps/0Ydv

verso Basilea, tappone da 120 km.

Al mattino tempo bruttino, di notte ha piovuto varie volte e in tenda faceva freddino. Io me la sono cavata bene, supervestito e nel sacco a pelo (estivo), Riccardo, che non l’ha portato, si è avvolto nei teli che aveva, svegliandosi infreddolito.

Non c’è il sole, quindi tergiversiamo un po’ cercando un posto dove fare colazione, ma è tutto chiuso, è Pasqua. Poco distante un market del benzinaio è aperto e qui troviamo di tutto per la colazione e ci riforniamo anche per il pranzo.

Mattina: Lucerna, visita veloce da fuori al museo dei trasporti (ingresso caro, 28 CHF, e soprattutto non abbiamo molto tempo, Basilea ci aspetta). Stupendo.

Tardo pomeriggio,  arriviamo ad Aarau (la capitale del Cantone Argau). Subito dopo, quasi a fine percorso, già circa 90 km fatti, ci coglie un’indecisione: se fare la super salita da Aarau (384m) a  Shafmatt (810m) che sale in appena 4 km. La facciamo, ma a fine giornata e con le borse la fatica si fa sentire. Una birra alla fine della discesa ci rappacifica col mondo. Arriviamo a Basilea giusto per il tramonto, alle 20 circa, e cerchiamo l’ostello dove si dorme: YMCA (sì quello della canzone) !!!

Basilea: molto mitteleuropea, molto ordinata, seppure è una città di confine (3 confini) e importante porto commerciale (col battello sul reno, le merci viaggiano da e per Rotterdam)

lunedì 25/5/2011, pasquetta

percorso: http://goo.gl/maps/O4De

Dal centro di Basilea, attraversiamo il fiume Reno, in direzione del versante tedesco, dove c’è una ciclabile che costeggia meglio il fiume rispetto a quella svizzera. A darci indicazioni una signora che racconta di aver pedalato anche lungo tutto il ticino fino alla foce del Po! Costeggiamo i margini della foresta nera, fino a Stein.

Treno da Stein fino a Zurigo: in attesa della coincidenza, rapido sguardo alla città, molto viva e moolto più monumentale, tantissima folla, gente vivace che passeggiava sulla rive del lago facendo grigliate e picnic, prendendo il sole, etc.  Sembrava un po’ l’italia

Arrivo a Erstfeld, smontiamo le bici e le sistemiamo nell’auto, che ci fa la sorpresa di non partire. Abbiamo lasciato la lucina di servizio accesa, e ora ci tocca (mi tocca, Riccardo sta alla giuda) pure spingere!

Cibo: c’erano dei buoni wurstel con salsa di cipolle (basilea) e rosti (un po’ ovunque, una specie di frittata con patate)

Nota dolente sono i costi:  2x o 3x rispetto all’italia (pizza 20 chf, il kebab 8, treno 150 km 50 chf, albergo fuori scala)

foto (di riccardo)

link alle piste ciclabili svizzere, ciclabile nazionale numero 3, da sud a nord, con cartografia e altimetria: http://www.veloland.ch/it/routen_detail.cfm?id=20813

 

ps: ne aprofitto per segnalare le peggiori piste ciclabili: http://bicisnob.wordpress.com/2011/04/24/la-ciclabile-piu-corta-del-mondo/

 

bici rubata

hanno rubato la bici a paola mentre eravamo in marocco,

l’hanno rubata dal suo cortile, ne sono già sparite altre 2 nei mesi scorsi.

poveretta, ora la deve ricomprare… se l’era anche personalizzata con il manubrio in stile bici vecchia, sellino, cambiato i copertoni di recente.

ma guarda un po’ cos’ho trovato stamattina a porta genova!

una bici uguale alla sua, anzi, è proprio la sua!

marrani! l’hanno anche legata… con un bloster uguale a quello di paola…

ma è proprio quello di paola… le hanno rubato anche le chiavi del  bloster…

o forse lei si è dimenticata che l’aveva legata qui? 🙂